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Elogio della pigrizia e diritto alla stanchezza

Come dare valore al tempo del non fare

Contenuti

Com’è cambiata la percezione dell’ozio nel tempo e come la nostra società ha trasformato ciò che prima veniva considerata virtù in un movimento di ribellione al sistema. Da quando la pigrizia è diventato sinonimo di improduttività, i pigri sono figure fuori dal coro, coloro che sfuggono alle regole e ai numeri, dei perseguitati.
La stanchezza senza colpa è di quei pochi coraggiosi che si prendono la libertà di essere stanchi. In un contesto in cui l’accelerazione è continua, legittimarsi al riposo diventa un gesto rivoluzionario. Una rivoluzione creativa che nasce dall’elogio della pigrizia come momento dedicato al pensiero libero, all’immaginazione che trasforma in idee e innovazione l’apparente inefficienza. Quale sfida più grande per i manager!

Coordinamento

VALERIA CANTONI

Presidente di ArtsFor, società che a partire dall’incontro tra le humanities e le diverse discipline crea progetti culturali e percorsi di cambiamento e apprendimento organizzativo incentrati sullo sviluppo della persona nella sua integralità. Filosofa e mediatrice umanistica del conflitti, approccio che ha applicato alle organizzazioni per promuovere “leading by-heart”, un nuovo modello di leadership inclusiva e creare ambienti di lavoro emotivamente sicuri, fertili e antifragili. Dal 2007 è docente del corso "Arte e Impresa" all'Università Cattolica di Milano e dal 2015 è membro del CDA della Fondazione Adolfo Pini, dove ha ideato e dirige il progetto Casa dei saperi, un luogo di apprendimento continuo e scambio pluri-disciplinare tra e con i millennial sul tema delle nuove utopie applicate alla vita e al lavoro. Ha tre fonti di apprendimento: i libri, la lunga esperienza con le persone nelle imprese, i figli adolescenti, che la pongono ogni giorni di fronte all’inatteso. Da febbraio 2020 si aggiunge anche il Covid19.

Ospite

GIANFRANCO MARRONE

Saggista e scrittore, lavora sui linguaggi e i discorsi della contemporaneità. È professore ordinario di Semiotica nell’Università di Palermo. Dirige il Centro internazionale di scienze semiotiche di Urbino e la rivista “E/C” (www.ec-aiss.it). Giornalista pubblicista, collabora a Tuttolibri de La Stampa, Repubblica – Palermo, doppiozero e altre testate. Dirige la collana Insegne presso l'editore Mimesis di Milano e i Nuovi Quaderni del Circolo semiologico siciliano di cui è Presidente. Svolge ricerche qualitative sulla comunicazione di brand per enti pubblici e aziende private. Tra i suoi libri: Addio alla Natura (2011), Stupidità (2012), Semiotica del gusto (2016), Roland Barthes: parole chiave (2016), Prima lezione di semiotica (2018), La fatica di essere pigri (2020).

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