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La ripresa c'è. Ma è davvero per tutti?

Questa attività fa parte del progetto:
MicroMacro

MicroMacro

L'obiettivo di MicroMacro è quello di fornire a manager e imprese uno strumento conoscitivo dinamico, composto da un dashboard di indicatori selezionati e commentati da un Advisory Board molto qualificato composto da: Mariano Bella di Confcommercio-Imprese per l'Italia, Marcello Bianchi di Nagima, Gregorio De Felice di Intesa Sanpaolo ed Enzo Rullani di T-Lab Cfmt.

MicroMacro è anche un ciclo di workshop, che aiuta ad elaborare una riflessione sull' evoluzione del contesto macroeconomico e il suo impatto sull'attività delle imprese per gestire la complessità.

 

I temi trattati

In che misura possiamo essere ottimisti e scommettere sulla tenuta della ripresa in corso, che guardando i dati di medi produzione, export e occupazione ha, nel 2017, superato le attese?

A prima vista, ci sono ragioni per ben sperare: gli obiettivi del governo riportati nel Def e le valutazioni effettuate negli ultimi mesi dagli analisti e dalle principali istituzioni economiche internazionali hanno, in effetti, previsto un proseguimento del trend positivo per i prossimi due anni.

Per il manager che cerca di stabilire quale possa essere la rotta dotata delle migliori possibilità di successo, le differenze emergenti contano, forse più delle medie. Occorre infatti imparare a muoversi in un sistema che appare ormai mosso e disordinato come un mare in tempesta, sia per gli strascichi della crisi 2008-14, sia per gli effetti dirompenti delle innovazioni associate alla transizione digitale/globale in corso. Due fatti che amplificano le differenze in essere.

Ma come sono distribuite tali differenze?

Conta innanzitutto il posizionamento territoriale.
Le regioni del Centro-Nord mostrano, in molti settori, performance di livello europeo: ma questo non vale per la maggior parte delle regioni Sud.
In effetti, guardando alle macro-regioni italiane, si notano forti differenze riguardo a fattori molto rilevanti per le performance delle imprese: i tassi di crescita del PIL, la propensione all’export, i livelli di innovazione e di investimento, il reddito spendibile, la qualità delle risorse e delle competenze disponibili, i servizi e i dispositivi burocratici in essere.

Sono anche rilevanti le differenze che persistono tra i settori produttivi (l’industria rispetto ai servizi, all’edilizia e alle grandi opere); e - al loro interno - tra i diversi comparti (manifatturiero, metallurgico, moda, retail, turismo, servizi finanziari e assicurativi, ecc). Cosi come rimangono importanti le qualità che caratterizzano le imprese in rapporto alla loro dimensione e alla loro posizione – più o meno forte - all’interno delle filiere produttive globali.

Infine, un ruolo sempre più rilevante stanno assumendo, le  diseguaglianze sociali, legate alla condizione lavorativa (occupati, precari, disoccupati, Neet), all’età (giovani, anziani) al genere (donne, uomini), alla famiglia (numerosità, figli, reddito), alla residenza (città, campagna, località poco servite) alla qualità dell’assistenza sanitaria usufruibile nei diversi luoghi, alla speranza di vita. E così via.

Non siamo tutti uguali e non viviamo con lo stesso spirito questi tempi di ripresa produttiva:
la speranza del futuro che possiamo portare avanti presenta grandi variazioni da caso a caso. Con le differenze conseguenti nei comportamenti e nelle scelte adottate, nei diversi campi.

Insomma, se le medie migliorano, non tutti i comportamenti conseguenti sono uguali: gli innovatori guardano soprattutto al valore competitivo di scelte che fanno leva sulle differenze. Soprattutto di quelle che hanno imparato a conoscere.

 

Faculty

GIANLUCA SEMPRINI

Nato a Roma nel 1970 Gianluca Semprini, prima di arrivare a Sky, ha fatto una dura gavetta, di quelle che formano. Tanto lavoro nelle radio della capitale, alle quali ha sempre affiancato varie pubblicazioni e collaborazioni. Poi l’approdo a Sky Italia, dove lavora per Sky TG 24; infine, a giugno del 2016 viene chiamato da Rai 3 per condurre il talk politico del martedì sera. Una partenza in sordina, dettata dallo stile sobrio del giornalista, ma sufficiente a cementare la sua professionalità. Ha pubblicato due libri sulla strage di Bologna e sul caso di Luigi Ciavardini, ha inoltre scritto, insieme a Mario Caprara, altri due libri sugli anni di piombo e, in particolare, sul terrorismo di destra in Italia.

MARIANO BELLA

Direttore dell'Ufficio Studi di Confcommercio-Imprese per l'Italia dal 2007. E' stato Partner di Prometeia SpA. Si occupa di economia dei consumi, fiscalità e spesa pubblica, struttura e performance del terziario di mercato. E' membro del Comitato di Direzione della rivista Economia dei Servizi (il Mulino) e, per il Cnel, del Comitato Consultivo dell'Anvur.

MARCELLO BIANCHI

Docente di finanza aziendale e strategie in alcune business school italiane, come consulente di management ha gestito progetti di cambiamento in molte imprese italiane, private e pubbliche. E' stato partner e amministratore di alcune società di consulenza. E' autore di diversi libri di management, attualmente è partner di Nagima, di cui è uno dei cofondatori.

GREGORIO DE FELICE

Head of Research and Chief Economist, Intesa Sanpaolo. Dal 2015 è presidente dell’ICCBE (International Conference of Commercial Bank Economists). Laurea in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Commerciale L. Bocconi di Milano. Nel 1983 inizia a lavorare presso l’Ufficio Studi della Banca Commerciale Italiana (BCI), di cui diventa responsabile nel 1995. Tra il 1994 e il 1999 collabora al corso di Economia e Politica Monetaria presso l’Università Bocconi. Nel 2007 è eletto presidente dell’AIAF, carica che mantiene fino al 2010. Ha incarichi presso l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) e l’EBF (European Banking Federation). E’ membro dei Consigli di Amministrazione di Prometeia, ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale), Fondazione Partnership per Bocconi, Associazione per gli Studi di Banca e Borsa, SRM (Associazione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno), GEI (Gruppo Economisti di Impresa), AIP (Associazione Italiana Politiche Industriali), Fondazione Bruno Visentini, Fondazione Manlio Masi e di alcuni fondi pensione del Gruppo Intesa Sanpaolo. E’ membro del Comitato Scientifico di diverse associazioni, tra cui l’Associazione Nazionale per l’Enciclopedia della Banca e della Borsa.

ENZO RULLANI

Dirige il T-Lab - Laboratorio del Terziario che innova di CFMT e insegna Economia della Conoscenza presso la Venice International University. Nella sua attività di ricerca si è occupato di terziario innovativo, contribuendo alla realizzazione dei volumi della collana CFMT. Ha inoltre lavorato nel campo delle piccole imprese, dei distretti industriali e delle tecnologie ICT.

Per il profilo completo: bit.ly/cvrullani