42516 - Abbiamo scelto tre lettere a caso...

Inviato da admin il Ven, 03/13/2026 - 17:17

Gli ESG non sono sempre quello che serve alle Imprese per cogliere a piano la sfida sociale

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La grammatica che oggi regge la sostenibilità del fare impresa è una grammatica prevalentemente difensiva, conservativa, che organizza l’informazione per rassicurare il mercato piuttosto che sollecitarne un cambiamento radicale. 

Il modello ESG si è presentato come uno strumento operativo in grado di rendere la sostenibilità parte integrante delle logiche aziendali e finanziarie. Ma quali risultati ha realmente prodotto? Si è consolidata una logica valutativa che non misura l’effetto dell’impresa sul mondo, ma l’esposizione dell’impresa ai rischi del mondo. Il punto di vista resta centrato sull’investitore, e il centro di gravità continua a essere la stabilità del portafoglio, non la giustizia sociale o la rigenerazione ambientale. Nel frattempo, il linguaggio ESG si è fatto sempre più strumento retorico, utile a comunicare responsabilità e a segnalare conformità, ma sempre meno capace di orientare comportamenti sostanziali. 

 Abbiamo scelto tre lettere a caso? Chi ha stabilito che ambiente (E), società (S) e governance (G) dovessero essere le tre dimensioni da cui far dipendere il concetto stesso di sostenibilità? Perché proprio queste — e non altre — dovrebbero riassumere le sfide del nostro tempo? Non si tratta di una questione ideologica, bensì di un problema operativo. Nella pratica quotidiana delle imprese, le decisioni sono sistematicamente filtrate da incentivi e orizzonti temporali che premiano i risultati contabili immediati. 

Per oltre quarant’anni, il capitalismo azionario ha imposto una regola tanto semplice quanto devastante: prima di cambiare il mondo, bisogna soddisfare gli investitori. “Alla fine della giornata, ciò che conta è l’utile trimestrale e l’andamento in borsa”, recita il mantra che ha governato intere generazioni di manager. È questo un copione da rovesciare. Oggi, per generare ritorni superiori alla media, le imprese devono dimostrare di saper creare valore per la società: con contributi concreti, credibili e misurabili che migliorino il mondo attraverso il business.

Le imprese non funzionano più. Troppo spesso inseguono il breve termine, confondono strategia e pianificazione, adottano il linguaggio del purpose senza trasformarlo in azione concreta, si rifugiano in paradigmi obsoleti come la shareholder primacy. Questa deriva ha prodotto imprese incapaci di rispondere alla sfida sociale e di dare senso al proprio ruolo nella società.

 Non più profitto prima e società dopo, ma profitto al servizio della società. Questo significa abbandonare la shareholder primacy e ridefinire il concetto stesso di valore. Occorre ri-legittimare l’impresa nella società, recuperando fiducia e credibilità, superando la logica esclusiva e fuori dal tempo della shareholder primacy per abbracciare quella del capitalismo attento a creare valore per tutti gli stakeholder, diventando - come qui lo abbiamo chiamato - rigenerativo.

È tempo di “aggiustare” le imprese, ovvero avviare un processo di trasformazione strutturale e culturale, volto non solo a correggere disfunzioni strutturali - intervenendo su pratiche, modelli di governance o incentivi che oggi generano esternalità negative o inefficienze - ma anche riallineare finalità e strumenti, ri-orientando l’impresa verso uno scopo che tenga insieme competitività e sostenibilità economica, ambientale e sociale.

Qual è la strada da prendere, ora che sono state messe a nudo le contraddizioni di questo modello? Quali sono le sfide sociali che attendono le imprese oggi e in futuro?

Ne parliamo in questo incontro con i professori Fernando G. Alberti e Federica Belfanti, autori del libro “La sfida sociale. Perché le imprese non funzionano più e come possiamo aggiustarle”, con Alberto Pezzi, esperto internazionale in tema di competitività e sostenibilità e senior manager di Acció, l’agenzia per la competitività del Governo della Catalogna, Spagna. Coordina l'evento Simone Spetia, Radio24.

La sfida sociale

Faculty
Nome
Fernando Giuseppe
Cognome
Alberti
Biografia
Già Institutes Council Leader presso l’Istituto di Strategia e Competitività diretto dal Prof. M.E. Porter alla Harvard Business School, è oggi Director del Porter Institute. È Professore Ordinario di Strategie Imprenditoriali e Direttore dell’Institute for Entrepreneurship and Competitiveness della LIUC. È stato Industrial Strategist per l’UNIDO e per la Banca Mondiale. Dirige l’Osservatorio nazionale sulla competitività delle imprese di servizi per CFMT e il progetto “Italia Compete”, sulla competitività del nostro Paese. Il suo libro Entrepreneurship by Design è stato primo tra i best seller di business su Amazon. Nel 2019 il Professor Alberti è stato inserito dal Professor Porter nella Hall of Fame di Harvard Business School.
Ruolo
RELATORE
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Nome
Federica
Cognome
Belfanti
Biografia
Docente e ricercatrice presso l’Institute for Entrepreneurship and Competitiveness dell’Università LIUC. Dal 2016 è Affiliate Faculty alla cattedra di Microeconomics of Competitiveness del prof. Michael E. Porter alla Harvard Business School. È Course Leader e docente del corso Microeconomics of Competitiveness presso l’Università FHWien der WKW - University of Applied Sciences for Management & Communication di Vienna (Austria). È ricercatrice dell’Osservatorio Nazionale sulla Competitività delle Imprese di Servizi di CFMT.
Ruolo
RELATRICE
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Nome
Alberto
Cognome
Pezzi
Biografia
Senior Manager presso ACCIÓ, l’agenzia per la competitività del Governo della Catalogna (Spagna) ed esperto internazionale in tema di competitività e sostenibilità. Con oltre trent’anni di esperienza in progetti di rafforzamento della competitività regionale, ha contribuito alla definizione e alla diffusione delle politiche cluster-based in Europa e ha svolto attività di consulenza per numerosi governi e organizzazioni internazionali. Negli ultimi anni ha dedicato particolare attenzione all’applicazione del concetto di valore condiviso nell’ambito dei cluster e ha contribuito al dibattito sul ruolo sociale delle imprese in diversi contesti e fori internazionali. Nel 1998 è stato tra i fondatori del TCI Network, una delle principali reti internazionali di professionisti dei cluster, di cui è stato anche Presidente; attualmente ne fa parte come membro dell’International Board of Advisors. È laureato in Economia presso l’Università di Bologna e ha conseguito titoli post-laurea in Diritto ed Economia Europea (Università di Parma) e in Storia e Istituzioni Economiche (Barcellona).
Ruolo
RELATORE
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Nome
Chiara
Cognome
Carotenuto
Biografia
Ha conseguito una laurea in Economia Aziendale e un dottorato di ricerca in Economia e Management presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. È Dottore Commercialista e Revisore Legale e ha maturato un’esperienza internazionale presso l’Australian Auditing and Assurance Standards Board di Melbourne, prima di entrare in PwC Italia nel 2008 come manager nel dipartimento tecnico, dove si è occupata di principi contabili e attività di revisione. Nel corso degli anni ha ampliato le sue competenze assumendo responsabilità crescenti. È stata Capo di Gabinetto del CEO di PwC Italia prima di essere nominata responsabile per la comunicazione e il marketing, a cui si è aggiunto anche il coordinamento delle attività di Corporate Sustainability per l’Italia. È inoltre responsabile del progetto “PwC per la Cultura”, un’iniziativa che promuove la collaborazione tra PwC e istituzioni culturali, collegando i valori aziendali all’impatto sociale. È autrice di diversi articoli e pubblicazioni ed è docente in contesti accademici e professionali. Unisce rigore tecnico e sensibilità comunicativa. Il suo percorso rappresenta un modello moderno e integrato di leadership, capace di connettere competenza economica, visione culturale e strategia reputazionale.

Ruolo
RELATRICE
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Nome
Laura
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Tondi
Biografia
Ha conseguito una laurea in Relazioni Internazionali presso la London Metropolitan University e un master in International Relations and Conflict Studies presso la University of Kent. Ha iniziato la sua carriera in istituzioni internazionali come le Nazioni Unite e il Bonn International Center for Conflict Studies, occupandosi di disarmo e conversione. Ha poi consolidato la sua esperienza sui temi della sicurezza internazionale e degli affari istituzionali attraverso il suo lavoro presso la NATO e organizzazioni non governative. Successivamente è entrata in Lavazza, dove ha contribuito ad iniziative nell’ambito della sostenibilità e degli affari istituzionali, supportando l’azienda nella gestione di contesti e stakeholder complessi e nel rafforzamento dell’ agenda di sostenibilità. Attualmente ricopre il ruolo di Sustainability Manager in IKEA, dove guida la definizione e l’implementazione della strategia nazionale di sostenibilità. In questo ruolo, promuove la collaborazione cross funzionale, accelerando i progressi verso gli obiettivi climatici e di circolarità e assicurando l’allineamento tra obiettivi di business, requisiti normativi ed impatto sociale.

Ruolo
RELATRICE
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Nome
Simone
Cognome
Spetia
Biografia
Conduttore e autore di 24 Mattino, il morning show di informazione, analisi e commento di Radio 24. Umbro di nascita, cresciuto a Roma, accolto da Milano. Ha un debito di gratitudine con il Tg5, l'agenzia AGA e il Domani della Calabria, dove ha imparato tre aspetti diversi del mestiere, tre modi di stare in un gruppo di lavoro, tre idee di informazione differenti. È a Radio24 dal 2003.

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MODERA
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