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Un retrobottega tutto nostro. Incontro con Vito Mancuso

SOUL - Festival della Spiritualità

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Vito Mancuso, filosofo e teologo tra i più noti in Italia, propone ai manager una riflessione sulla necessità di trovare stabili fondamenti nella frenesia e nella richiesta di performatività che ogni giornata porta con sé, e sulle possibili vie per coltivare uno spazio di contemplazione e di schietta interrogazione della propria voce interiore. Quello che il filosofo Michel de Montaigne chiamava “retrobottega”, un metaforico luogo “tutto nostro, del tutto indipendente, nel quale stabilire la nostra vera libertà, il nostro principale ritiro e la nostra solitudine (...) ivi discorrere e ridere come se fossimo senza moglie, senza figli e senza sostanza, senza seguito e senza servitori, affinché, quando verrà il momento di perderli, non ci riesca nuovo il farne a meno.”

Un vuoto interiore da non temere, piuttosto da mantenere limpido e terso, padroneggiando la tentazione di riempirlo di cose che non desideriamo, di voci altrui, di chiacchiere inutili, di ruoli che facciano sentire l'illusione della sicurezza. Perché è da lì, da questo vuoto interiore ben lavorato e ben custodito, che sorgono la vera bellezza e la vera libertà, e la capacità di relazionarci con gli altri senza essere in balia del giudizio.

Al termine della riflessione, Vito Mancuso dialoga con Valeria Cantoni Mamiani, esperta di leadership e docente di Arte e Impresa all’Università Cattolica di Milano, per approfondire ulteriormente, in chiave manageriale e organizzativa, gli spunti e i concetti esposti.

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